Generazione Giovanni Paolo II Associazione culturale
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Qui -Associazione Culturale Sanfrancescana e carismatica non profit all' insegna di Vangelo, Musica e Teatro
Ecumenismo
Generazione Giovanni Paolo II (quelli che ne hanno vissuto il Pontificato e hanno vissuto le GMG a partire dal 1985)

"Loda il Signore anima mia: loderò il Signore per tutta la mia vita, finchè vivo canterò inni al mio Dio" [Sal 146 (147)].
1) FRANCESCO SIGNORE DOMINE e I PAPABOYS CAMPANIA ospiti alla Festa RALLEGRIAMO LA VITA a Poggiomarino (NA)
Presidente Papaboys Campania (al centro nella prima foto) il 28/5/06 hanno presenziato la tavola rotonda dell' Incontra@Giovani alla Festa
Rallegriamo la vita in Poggiomarino (NA).I due hanno dato una testimonianza e F. S. D. ha inoltre cantato un suo brano dedicato a
Giovanni Paolo II.In serata durante la Festa della Musica i due hanno dato un' altra testimonianza sul palco in Piazza De Marinis,
M. Manzolillo presentando i Papaboys e G. Rapocci cantando un' altro suo brano Nascerai a nuova vita.
2) I Papaboys Campania premiati
ricevono 2 Targhe di Riconoscimento Speciale dal Radio Corriere TV ,testata storica della RAI, al Teatro Totò di Napoli
il 17 Giugno 2006 all'interno di una manifestazione in onda su SKY LazioChannel e RomaSat.
3) LA BENEDIZIONE DEL PAPA E L'UMANITA' DEL CARDINALE FRANCESCO
MARCHISANO AL
CONVEGNO DI BATTIPAGLIA (SA) SUL DIALOGO TRA CHIESA E MONDO EBRAICO-
Presenti i Papaboys campania
(in basso a destra)
La bonarietà di Giovanni XXIII, l'eleganza di Paolo VI, l'umiltà di Giovanni Paolo I, l'umanità di Giovanni Paolo II, il sorriso
di Benedetto XVI. Le caratteristiche di cinque Papi racchiuse in un'unica persona, il Cardinale Francesco Marchisano,
Arciprete della Basilica di San Pietro, che il 27 Giugno ha emozionato e commosso la vasta platea che ha assistito alla
cerimonia di intitolazione della sala di rappresentanza del Comune di Battipaglia alla memoria di Karol Wojtyla e al successivo
convegno sul tema: "Da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI: il dialogo tra la Chiesa e il mondo ebraico". Un argomento al quale
il Cardinale Marchisano, che di Giovanni Paolo II è stato amico e stretto collaboratore, non ha nascosto di tenere molto. Con le
lacrime agli occhi, senza nascondere il suo pianto di dolore, l'alto prelato, dopo aver letto un telegramma di saluto inviato dal Santo
Padre all'organizzatore Gianluca Barile, ha voluto ricordare che "è solo grazie ad un ebreo se ho potuto vedere un'ultima volta mia
madre prima che morisse". E' passato oltre mezzo secolo da allora, "ma ogni volta che incontro un ebreo - ha detto piangendo
il Cardinale - vedo quell'uomo che mi aiutò senza neanche volermi dire il suo nome per non farmi sentire in debito con lui".
Il giovane sacerdote Francesco Marchisano era stato raggiunto telefonicamente a Roma dal padre: "Corri a Racconigi (suo paese
di nascita), la mamma ci sta lasciando". Con il cuore in gola, don Francesco fece il possibile per arrivare quanto prima in
Piemonte, ma se non fosse stato per quell'ebreo che lo accompagnò in auto dopo averlo incontrato in preda al dolore all'aeroporto,
non sarebbe riuscito a salutare la giovane madre. "Le impartii io l'estrema unzione - ha ricordato il Cardinale Marchisano -, e più
andavo avanti e più piangevo. Eppure mia madre mi incoraggiava dicendomi che mi avrebbe protetto dal Cielo". Ecco chi è
Francesco Marchisano: un vero Uomo prima che un Uomo di Chiesa, che è stato profondamente segnato da quell'episodio che
lo commuove ancora oggi in ogni incontro pubblico o privato. L'appuntamento di Battipaglia al quale ha preso parte
Sua Eminenza è stato organizzato dal presidente dell'Associazione Cattolica "Benedetto XVI", il giornalista Gianluca Barile,
promotore sia dell'intitolazione di una sala del Comune alla memoria del Papa polacco, sia dell'allestimento dell'importante
convegno. Al tavolo dei relatori, oltre lo stesso Barile e il Cardinale Marchisano, il nostro direttore,Giuseppe Blasi, il Commissario
Straordinario, Pasquale Manzo, il Rabbino Alberto Funaro, direttore del centro ebraico di Roma, Georges de Canino, artista
e storico della Shoah, il tesoriere dell'Associazione, Alberto Cicatelli, e il Presidente regionale dei Papaboys, Massimo Manzolillo.
Naturalmente, per l'occasione, l'Arciprete della Basilica Vaticana ha voluto parlare anche della quarantennale amicizia con Giovanni
Paolo II. In particolare, Marchisano ha raccontato del giorno in cui, a pranzo, il Pontefice gli si avvicinò a tavola e come un Padre gli
accarezzò la ferita che gli era rimasta dopo un intervento alla carotide. Una corda vocale rimasta paralizzata durante l'operazione, rendeva
il Cardinale quasi afono. Wojtyla, dopo averlo accarezzato, disse: "Non si preoccupi, vedrà che guarirà presto". E così fu, la premonizione
ebbe compimento. "Ricordo - ha sottolineato Marchisano - che dopo quella carezza e quelle parole lo abbracciai forte e gli diedi due baci
sulle guance che risuonarono sin fuori il Vaticano. Giovanni Paolo II miguardò e, con grande tenerezza, mi disse: <<Oh, grazie>>. Tornato
nel mio appartamento telefonai subito al mio amico Angelo Sodano, Segretario di Stato, a cui raccontai di quel lungo abbraccio. E lui mi
disse: <<Hai fatto benissimo, perché il Santo Padre si sente tanto solo". Chi non si sente affatto solo, a 77 anni, è Marchisano, accudito
amorevolmente da mezzo secolo dalla sua splendida cugina Felicita e accompagnato ogni giorno spiritualmente dal grande Giovanni
Paolo II. Sveglia alle 6.00, in ufficio alle 7.00, il primo ad arrivare e l'ultimo andare via a fine giornata. Niente autista, niente segretario
personale, "perché chi fa da sé, fa per tre ed è servito come un Re". La domenica alle 10.30 la Santa Messa in San Pietro e sempre nel
cuore e nella mente i 32 anni di catechismo ai bambini sordo-muti di Roma. Il Cardinale Francesco Marchisano è davvero un Principe,
non solo della Chiesa, ma dell'amore e dell'umiltà. Prima, durante e dopo la manifestazione di Battipaglia, non si è negato a nessuno: ha
posato con centinaia di persone per foto ricordo e benedizioni particolari. A pranzo è rimasto meravigliato con l'innocenza sincera e pura
di un bambino quando ha visto arrivare una torta di compleanno (77 anni li ha compiuti il 25 giugno, appena due giorni prima) con sopra
riprodotto il suo stemma episcopale e il motto: "In caritate radicati et fundati". Molto contento ed emozionato, il Cardinale Marchisano ha
voluto abbracciare e ringraziare il Presidente Barile per il gradito omaggio. Non c'è che dire, la data del 27 Giugno resterà indelebilmente
scolpita nella mente di chi ha avuto la fortuna e l'onore di conoscere
questo Principe della Chiesa rimasto Uomo.
Battipaglia, lì 30 Giugno 2006