Cultura
Commento al film The Truman Show (USA 1998)
Fratel Giuseppe Rapocci
La televisione è una cosa fatta da persone che non sanno far niente per persone che non hanno niente da fare.
Così esordiva un pensatore nei primi anni in cui arrivò la televisione.E il film The Truman Show ben sa sfatare un mito che impervia i nostri tempi.Il Film, uscito in U.S.A. nel 1998, diretto da Peter Weir, già regista de L’attimo fuggente e Witness, narra la messa in scena di uno Show televisivo,diventato il più famoso del mondo, interamente incentrato sulla vita reale di un uomo,dal suo concepimento agli anni della maturità, il quale è ignaro che attorno al lui ruotano circa 5000 telecamere nascoste che filmano persino i suoi momenti più privati.Il creatore dell’ infame spettacolo è un miliardario americano,con manie artistiche,che come produttore televisivo adotta legalmente il bambino Truman e impianta una città fittizia alle spalle di Hollywood dove tutti i personaggi,persino la moglie di Truman e i suoi amici più cari,sono attori ben pagati che devono impersonificare le parti che vengono di volta in volta assegnate loro.L’ideatore controlla così totalmente la vita di Truman impedendogli più volte di scappare dall’ isola. Ma alla fine il protagonista del film riuscirà a fuggire.
A mio parere il film vuole esplicare come il modo televisivo controlli le persone e le cose,manipolandole a suo piacimento,impedendole di avere una vita autentica e reale.E’ incredibile notare nel film come le persone attorno a Truman durante i dialoghi con lui lanciassero in maniera naturale e vistosa dei messaggi pubblicitari che andassero a colpire il pubblico.Ciò dimostra come nel mondo del film e nel mondo televisivo reale ciò che conti sia la logica del guadagno e dell’ interesse personale a discapito delle relazioni e dei sentimenti veri.L’ ironia sulla logica del tornaconto, a mio parere, è ben rappresentata dalla scena in cui Truman,che da quando ha incontrato in maniera accidentale il padre che credeva morto inizia a capire qualcosa della tremenda architettatura, nota che i passanti ritornano negli stessi luoghi ciclicamente e prendendo la macchina inizia a girare vorticosamente intorno a un’ aiuola.Quest’ ultima immagine,a mio parere, rappresenta come nell’ irrealtà televisiva tutto ruoti intorno al cerchio del continuo ritorno degli interessi umani.Truman amava sin da bambino essere un esploratore e non cederà facilmente al tentativo di essere ingabbiato da una logica così ristretta.Il film mette in evidenza come nel mondo televisivo c’ è sempre qualche imprevisto che fa saltare l’architettatura perfetta e come di fronte al nascere del vero amore in Truman, attraverso gli occhi di una ragazza,il protagonista inizi a combattere per la libertà,rendendosi sempre più conto della farsa.Ciò dimostra che il desiderio di verità e di sincerità dell’ uomo,qui rappresentato da Truman,è insopprimibile nel suo cuore.La logica delle multinazionali non può fermare la ricerca affannosa della verità e dell’ amore nell’ uomo.
Io penso che in definitiva il film sia riuscito nel suo intento e che il cast,anche se composto da attori non estremamente famosi, abbia ben rappresentato l’ idea di fondo del film, tematizzata già dallo sceneggiatore Andrew Niccol e poi sviluppata,che potremmo simboleggiare con una frase scritta su di una spilla della donna amata da Truman:Che succederà alla fine?
Analisi e confronto della parabola del Figliol prodigo,la favola di Esopo L’ aquila dalle ali mozze e la volpe e il film L’attimo fuggente (1989) riguardo ai metodi di comunicazione adottati.
Giuseppe Rapocci
Analisi
1) Analisi della parabola del Figliol prodigo (Lc 15,11-32).
In questa parabola notiamo una situazione iniziale:un uomo che divide le sostanze tra i due figli dopo la richiesta del più giovane.Un protagonista:il figlio più giovane (anche se il vero protagonista della parabola è il padre misericordioso ma noi in quest’ analisi facciamo uso di questa interpretazione).Una situazione armonica (nel senso tecnico per la comunicazione di una storia) che si svolge: il figlio parte e vive da dissoluto.Un primo evento che scompiglia (primo colpo di scena):Il figlio si trova a pascolare i porci.Colpo di scena (al positivo):il figlio torna dal Padre per chiedergli perdono ed essere trattato come uno dei suoi garzoni ma il Padre gli si getta a collo e organizza una festa per lui.Abbiamo inoltre un’antagonista:il figlio maggiore e un co-protagonista:il padre (simbolismo del Bene e del male-iil Figlio maggiore rappresenterebbe il male,il padre il Bene).E’ presente infine una situazione finale che riconcilia la discrepanza che si era venuta a creare dopo la situazione con l’ antagonista,che porta la parabola a un finale lieto.E’ presente l’ insegnamento della misericordia.
2) Analisi della favola di Esopo L’aquila dalle ali mozze e la volpe.
Testo: Una volta un’aquila fu catturata da un uomo. Questi le mozzò le ali e poi la lasciò andare, perché vivesse in mezzo al pollame di casa. L’aquila stava a capo chino e non mangiava più per il dolore: sembrava un re in catene. Poi la comperò un altro, il quale le strappò le penne mozze e, con un unguento di mirra, gliele fece ricrescere. Allora l’aquila prese il volo, afferrò con gli artigli una lepre e gliela portò in dono. Ma la volpe che la vide, ammonì: "I regali non devi farli a questo, ma piuttosto al padrone di prima: questo è già buono per natura; l’altro invece è meglio che tu lo rabbonisca, perché non ti privi delle ali se ti acchiappa di nuovo".
Sta bene ricambiare generosamente i benefattori, ma bisogna anche guardarsi prudentemente dai malvagi.
In questa favola notiamo una situazione iniziale:un uomo cattura un’ aquila e le taglia le ali.Un protagonista:l’ aquila.Una situazione armonica (in senso tecnico) che si svolge:l’aquila era triste.Primo colpo di scena:l’aquila viene curata a e ricomincia a volare.Colpo di scena (al positivo):l’ aquila porta in dono una lepre all’ uomo che l’aveva curata ma una volpe l’ ammonisce che è meglio regalarla all’ uomo che l’ aveva catturata per rabbonirlo.Il coadiuvante del protagonista lo possiamo individuare nell’ uomo buono,il co-protagonista nella volpe e l’antagonista nell’ uomo che ha catturato l’aquila (simbolismo del Bene e del male:Bene-uomo buono e volpe,male-uomo cattivo).Infine è presente una morale che dà un lieto fine all’ intera favola e insegna a mio parere, come nel vangelo,circa quello che Gesù ha chiamato la semplicità delle colombe e la prudenza dei serpenti .
3) Analisi del film L’attimo fuggente (di Peter Weir-con Robin Williams-USA 1989).
Anche in questo film notiamo una situazione iniziale:il Prof. Keating va a insegnare in un college del New England.Un protagonista:il professore.Una situazione armonica che si svolge:il prof. Appassionato dello spirito libero di Withman e dei poeti romantici tiene delle appassionate lezioni a giovani studenti in cui insegna a cogliere l’attimo.Primo colpo di scena che scompiglia l’armonia iniziale:uno studente,che riscopre la sua vocazione di attore,ostacolato dai genitori,si suicida.Secondo colpo di scena:il professore viene allontanato dal corpo dei docenti del college ed è tradito dagli studenti che sono stati ricattati di essere espulsi.I co-protagonisti e coadiuvanti possiamo ravvisarli negli studenti che fondano La setta dei poeti morti mentre l’antagonista nei professori del college (simbolismo Bene/male:Bene gli studenti,male i professori).Infine c’è una situazione finale (Terzo colpo di scena) che riporta il film a una situazione più speranzosa secondo la logica del film:gli studenti si ribellano e contestano il preside,dimostrando al professore che le sue idee non sono spente.L’insegnamento possiamo ravvisarlo nel far riflettere alcuni professori su metodi di insegnamento forse un po’ datati.
Confronto
In tutt’ e tre i modi di comunicazione presi in esame troviamo una struttura simile che produce un’ iperbole, una parabola:una situazione che inizia,che arriva a un punto estremamente saliente e un ritorno a una situazione finale.Nella scuola americana dei film ad esempio si insegna che il film deve avere una situazione iniziale,un protagonista,un co-protagonista o un antagonista,e verso la metà/i tre quarti del primo tempo giungere a un colpo di scena .Poi bisogna sviluppare la storia e giungere a una conclusione lieta o meno.E’ importante notare come in tutt’ e tre i metodi narrativi affrontati si mantiene la stessa struttura:situazione iniziale,protagonisti,adiuvanti (per far giungere la storia a una salvezza),oppositori (simbolismo del Bene e del male) colpi di scena,situazione finale lieta e insegnamento.Ciò dimostra l’ incredibile somiglianza dei mezzi narrativi nonostante appartenessero a epoche così lontane tra di loro (favola,mito,parabola evangelica,film).Dimostra inoltre il fatto che per fare in modo che la storia rimanesse impressa nell’animo degli ascoltatori affinché non fosse dimenticata si usassero dei modelli di sceneggiatura forti (colpi di scena ecc..).Infine dimostra che questi stessi modelli del passato sono usati dai moderni mezzi di comunicazione di massa (film,spot...).Ciò fa convergere la nostra attenzione sull’ attualità e sul valore dei moderni mezzi di comunicazione di massa per comunicare la fede.
2005